All’incrocio tra estetica e funzionalità, il piano di lavoro rappresenta un elemento chiave nella
riuscita del progetto.

I materiali che usiamo, sempre e solo naturali, resi unici dalla scelta e dalle finiture, scandiscono i progetti e la relazione tra volumi vuoti e pieni, tra zone di lavoro e di semplice appoggio, donando un ritmo all’estetica ed alla funzionalità dell’ambiente.

 

Fondamentale nel nostro “modo” di vedere i progetti, la commistione tra i materiali rende unico un progetto. La presenza sullo stesso piano, come in questa foto, del ferro crudo e dell’olmo di catasta, rende ancora più sartoriale il progetto.

 

Materiale insolito nell’arredo, il cemento di questo piano di lavoro dona carattere ed unicità al progetto. Realizzato sempre a misura, nasce da una cassaforma creata ad hoc per ogni singolo pezzo. Può raggiungere notevoli dimensioni. Spesso è abbinato ad una sotto struttura in ferro che utilizziamo per il passaggio dei cavi.

 

Unicità è la parola chiave nel nostro modo di vedere e di utilizzare la pietra. Caratterizzata da un colore unico, questo piano di lavoro è stato ricavato da una lastra molto particolare, tagliata dallo stesso blocco di pietra da cui è stato ottenuto il pavimento per questo progetto. Un leggero abbassamento è stato scavato sul piano, per facilitare la pulizia e per aiutare il defluire dell’acqua. Lo stesso concetto è stato accentuato intorno al lavello, la cui vasca è ricavata nello stesso marmo.

 

Continuità con lo schienale. Ecco il punto chiave di questo piano di lavoro, ottenuto da un blocco di travertino Toscano. Il suo colore, con screziature calde e morbide, è protagonista anche dello schienale e del corpo del lavandino.

 

Spesso l’utilizzo del legno sui piani di lavoro è fonte di dubbi. La sua “durezza” e la relativa facilità con la quale può essere macchiato o segnato, lo rendono meno usato di altri materiali sui piani di lavoro. Un utilizzo interessante, sia dal punto di vista estetico che funzionale deriva sicuramente dal suo utilizzo in aree meno esposte. Il nostro modo di utilizzare i legni di catasta e la nostra abitudine ad utilizzare oli naturali, e quindi ripristinabili, lo rendono apparentemente meno delicato. Le sue piccole crepe, le sue imperfezioni e le stonalizzazioni dovute all’esposizione agli agenti atmosferici lo rendono un prodotto più “tollerante” agli imprevisti durante l’utilizzo.

 

In questa foto, una tavola molto venata di frassino è stata utilizzata per dare vita ad un piano di appoggio per un bar. Da notare, le screziature della tavole e le sue stonalizzazioni, esaltate dagli anni passati in catasta.

 

Materiale poco diffuso nelle cucine di serie, il piano in ferro dona grande carattere all’ambiente in cui viene posizionato. Le sue screziature, che vanno dal blu profondo al viola intenso, sono esaltate nell’uso di lamiere che vengono stirate a caldo prima di essere utilizzate nella costruzione del manufatto. Una cera neutra e naturale protegge il piano dall’attacco di acqua, sale ed oli.

 

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