Quando 15 anni fa abbiamo cominciato a pensare ad un modo nuovo di fare i pavimenti, avevamo come primo obiettivo il riavvicinare l’uomo alla natura vera delle cose. Volevamo creare dei prodotti che stimolassero tutti i cinque sensi.

Lavorando solo con materie naturali come pietra, legno e argilla abbiamo raggiunto il nostro scopo: nessuna “barriera” separa l’uomo dalla materia vera. Nessuna vernice. Nessun collante.

Si cammina a contatto con il vero, con l’essenza.

 

 

In questa foto, la pietra di Toscana, lavorata per ottenere una superficie spazzolata, contrasta con il pannello in argilla della dispensa della cucina.

 

Il pavimento in legno è sempre massello. E la sua finitura superficiale è una miscela di oli naturali che “entrano” nella materia, rendendolo elegante e vellutato al tatto.

La nostra filiera del legno parte dal tronco. Ci occupiamo personalmente della essiccazione e dell’esposizione all’aria e alla pioggia.

Da questo processo nasce l’idea di mantenere la finitura della superficie naturale, solamente spazzolata e oliata. Le unicità della singola tavola rimangono a vista. Questo è il nostro concetto del legno di catasta.

 

 

Il nostro modo di progettare ci ha poi portato a pensare all’unione dei materiali, in questo caso il castagno di catasta è unito intimamente con la pietra di Toscana.

I materiali si sfiorano, mostrano la loro essenza, le loro differenze.

 

 

Per questo le pose dei nostri pavimenti sono sempre disegnate una ad una. Non esistono formati “standard”. Sulla pietra, ad esempio, partiamo sempre dalla ricerca del blocco che più si avvicina alle nostre esigenze. Lavorandolo in questa maniera abbattiamo notevolmente gli sprechi.

 

 

Il progetto “legno di catasta” comprende anche le scale: tavole dal forte spessore vengono lavorate alla nostra maniera, preservando l’invecchiamento naturale del tempo per ottenere superfici dall’aspetto materico e naturale. Il rovere di catasta, in questo caso, è legato al ferro crudo dell’ alzata e del parapetto.

 

 

Aspetto importante delle nostre superfici è la possibilità di essere posate in verticale. In questo progetto, l’olmo di catasta riveste la parete del muro per poi diventare piano di appoggio per una zona home office. La luce mette in risalto le sottili mensole in ferro.

 

 

Il cotto, materiale storico del modo italiano di costruire i pavimenti, è un elemento fondamentale della nostra cultura progettuale.

Gestito come gli altri materiali, viene progettato nelle sue forme e nel colore per diventare elemento unico ed esclusivo del progetto. Oli naturali vengono stesi sulla sua superficie per preservarlo dalle macchie e per mantenerlo “vivo”.

 

 

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