In questo articolo analizzeremo il periodo ottimale per tagliare gli alberi rispettando il creato e garantirne il futuro.

Le stagioni delle piante

Da Cesare a Napoleone, dallo storico romano Plinio fino ai regolamenti forestali francesi, tedeschi e austriaci, la stagione privilegiata per il taglio del legno è l’inverno

Non tutti sanno che l’inverno di un albero, inverno biologico o riposo vegetativo, non coincide con quello del calendario. La circolazione della linfa si interrompe nell’ultima settimana di agosto e ricomincia a fine gennaio. Quindi il “suo” inverno va da Settembre a Gennaio.

In questa fase, la limitata concentrazione di clorofilla nel legno minimizza i possibili attacchi dei parassiti. La minore quantità di sostanze liquide inoltre rende più semplice e regolare l’asciugatura delle singole tavole segate. Bisogna inoltre considerare un altro aspetto fondamentale: le fasi lunari.

il bosco per il taglio del legno

L’influenza della Luna

A volte ci sembra incredibile che, con l’aiuto della tecnologia, cerchiamo di piegare la natura secondo i nostri voleri, creando ritmi a volte molto diversi da quelli di madre natura. È sorprendente anche considerare che persino la luna possa influenzare gli eventi all’interno di un albero. E’ invece importantissimo rispettare anche questa importante variabile.

La fase lunare più favorevole è la luna nuova o luna calante

Durante questo periodo, all’interno dei tessuti lignei, c’è una limitata concentrazione di clorofilla, sostanza appetibile a molti specie di insetti e funghi. Con luna crescente invece, il movimento della clorofilla aumenta, mentre diminuisce in luna calante.

Per questo motivo, il periodo ideale per il taglio di un albero, come dicevamo, è l’inverno, nei giorni di luna calante. Quindi, ogni mese, ci sono quattordici giorni a disposizione che rispondono a queste regole, a cominciare dal primo giorno successivo alla luna piena; è meglio scegliere i giorni più vicini alla luna nuova.

Tronco con piede

La nascita dei nuovi alberi

I boschi cedui di castagno, ad esempio, subiscono un periodo di fermo del taglio che varia, a seconda della normativa regionale, da marzo/aprile e settembre/ottobre.

Durante questo periodo di risposo le ceppaie ricacciano i polloni (quella parte di una pianta sotto forma di ramo che si sviluppa direttamente dai ceppi). Nel caso dei boschi cedui di castagno, le ceppaie non perdono la facoltà pollonifera con l’avanzare dell’età se non dopo i 40 anni, purché il terreno sia fertile e il bosco ben mantenuto.

La gestione del bosco ceduo garantisce la rapidità e la sicurezza della rigenerazione, che permettono di tagliare il bosco con una maggiore frequenza rispetto alla fustaia che nel caso del castagno è scarsamente diffusa. 

Seguendo direttamente le fasi di approvvigionamento del legno e lavorando con partner che come noi credono nel rispetto della natura e del futuro riusciamo a rispettare queste incredibili e rigorose regole, che per certi aspetti ci fanno ragionare sull’importanza delle cose che sembrano di altri tempi.

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